Una bella giornata di sole; l’ideale per fare una camminata e godersi, in tutta serenità, un anticipo dell’imminente primavera.
Si va al porto di Portese. È tanto che non ci vado e sono curioso di vedere se sono stati fatti alcuni dei lavori di cui tanto necessita. A prima vista non mi sembra diverso dall’ultima volta che ci sono stato: la spiaggia, perlomeno quel pezzettino che ne è rimasto davanti al monumento al Marinaio d’Italia, è ricoperta quasi interamente da sterpi, rimasugli delle ultime burrasche.
Ed ecco che l’occhio coglie un elemento che attira la mia attenzione: un grosso sasso con una scritta rossa fatta con una bomboletta spray. Mi avvicino e sento, improvviso, un rimestolio interno che sale veloce come altrettanto fanno le mie pulsazioni.
La scritta è chiaramente un insulto alla nostra Nazione: Italia di m… c’è scritto, o meglio Itlia di m… perché l’imbecille nella fretta forse si è dimenticato una “a”.
Questo è quello che ho pensato subito, prima di vedere il seguito delle iscrizioni. Su un altro lato dello stesso sasso, infatti, campeggia un’altra scritta, anche questa incompleta, ma inequivocabilmente inneggiante ad uno stato nord-africano: Viva Maroc… (fine del sasso, fine della scritta) e adiacente a quest’ultima un’altra ancora – questa veramente incomprensibile – presumibilmente in lingua araba.


Se è risaputo che l’imbecillità non ha confini, è altrettanto vero che il gesto di un’idiota non può e non deve qualificare tutti i suoi connazionali alla stessa stregua.
È comunque certo che tra noi si nasconde, vigliacco, qualcuno che approfitta della civiltà della Nazione che lo ospita per lasciare segni di inciviltà, deturpando con scritte offensive alcuni degli angoli più belli del nostro territorio.
Sono orgoglioso di essere il pronipote di uno dei “Mille” di Garibaldi (http://it.wikipedia.org/wiki/Pietro_Scaratti), che a soli 18 anni contribuì, agli ordini dell’Eroe dei due Mondi, all’unificazione della nostra bella Italia. E questo mio orgoglio è maggiormente accresciuto dalla consapevolezza che gli imbecilli che sono tra noi non riusciranno mai a scalfire il mio senso di appartenenza ad una Nazione con una storia così gloriosa che questi poveretti nemmeno si sognano.